Psicoterapia breve Paure e manie si curano in tre mesi
AREZZO
Si chiama psicoterapia breve strategica e promette di guarire da attacchi di panico, disturbi alimentari ( anoressia, bulimia), fobie e ossessioni in non più di tre mesi e senza l’impiego di farmaci.
È quanto emerge dal secondo convegno europeo sulla psicoterapia breve tenutosi ad Arezzo e al quale hanno preso parte quasi un migliaio di studiosi.
Secondo gli esperti del Centro di Terapia Strategica di Arezzo ( CTS), che comprende 60 centri affiliati in tutta la Penisola, da cinque anni a questa parte su oltre 4 mila persone trattate con la nuova disciplina medica, ben il 54 per cento, con massimi del 64,25 per cento per determinate patologie, è guarito in tre mesi. E per il 40 per cento dei pazienti il disagio psichico si è risolto entro la terza seduta.
Risultati ottenuti con interventi strategici applicati e ben strutturati, nell’arco di 15 anni, sempre presso il CTS di Arezzo (87% dei casi risolti; durata media del trattamento: 7 sedute), dimostrano pertanto che è possibile risolvere velocemente ed efficacemente la maggior parte delle patologie psicologiche.
Tra coloro che fino a oggi si sono sottoposti alla psicoterapia breve ci sono soggetti con difficoltà di relazione, fobici, ammalati di disturbi ossessivo - compulsivi, paranoici e depressi. Il 64,8 per cento dei pazienti è di sesso femminile: circa il 30 per cento ha un’età compresa tra i 20 e i 40 anni.
Ma cosa si intende esattamente per psicoterapia breve? E soprattutto in cosa differisce rispetto alle tradizionali pratiche terapeutiche? Secondo gli scienziati italiani la psicoterapia breve ha rappresentato una sorta di rivoluzione copernicana nel campo della psicoterapia. Essa prende spunto dalla retorica dei sofisti e dall’arte degli stratagemmi dell’antica Cina.
In particolare in Italia è stato Giorgio Nardone, fondatore insieme a Paul Watzlawick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, a svilupparla e diffonderla. La collaborazione tra i due studiosi, sviluppatosi per oltre 15 anni, ha portato anche alla pubblicazione di numerose opere, tradotte in molte lingue e divenute testi fondamentali dell’approccio strategico alla psicoterapia.
Non è un caso dunque, che proprio a Giorgio Nardone ( direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Breve Strategica presso il CTS di Arezzo) e al suo lavoro si ispirino studiosi, terapeuti e manager di tutto il mondo. « La psicoterapia breve - come è dettagliatamente spiegato sul sito del CTS - è una condotta terapeutica che si prefigge di intervenire sul modo in cui ciascuno di noi costruisce la realtà che poi subisce. Un approccio di questo tipo non è soltanto un modello terapeutico, ma una vera e propria scuola di pensiero su come ognuno si relaziona con se stesso e con gli altri ».
La terapia aiuta quindi a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione. In alternativa si procede cercando di individuare certi pensieri ricorrenti, schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, per correggerli, per arricchirli con altri pensieri più oggettivi e più funzionali al benessere della persona. Secondo gli studiosi l’intervento è di tipo attivo e prescrittivo: se questo funziona, i risultati si osservano fin dalle prime sedute. Se fallisce, si cambia strategia.
Tutto ciò però non ha nulla a che fare con la classica psicanalisi freudiana. Essa viene spesso identificata con “ la psicoterapia”: di fatto è una psicoterapia, di scuola psicodinamica, ma i presupposti su cui si basa e le modalità operative ne fanno qualcosa di distinto dalle altre psicoterapie. Si tratta, fondamentalmente, di un percorso di consapevolezza che mira a far emergere alla coscienza fatti, emozioni, sentimenti e contenuti “ rimossi”, sepolti e dimenticati nell’inconscio. La tendenza è quella di ricercare spiegazioni, nella convinzione che ciò equivalga a risolvere il problema.
In realtà, il percorso psicoanalitico può avere effetti terapeutici, ma i suoi tempi sono solitamente molto lunghi. L’approccio strategico nell’ambito della psicoterapia, al contrario, consente di risolvere complicati problemi umani mediante soluzioni apparentemente semplici e rapide, nonostante disagi o sofferenze persistano da molti anni. Dal convegno è infine emerso come tutto questo sia reso possibile dal continuo evolversi dei modelli di trattamento.
Gianluca Grossi
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